Le famiglie italiane e il risparmio: cambiano le metodologie di investimento

di | 13 Ottobre 2019

Un tema particolarmente delicato per le famiglie italiane riguarda, indubbiamente, come investire i propri risparmi, talvolta faticosamente accantonati  lavorando duramente. In un contesto come quello attuale, poi, trovare degli investimenti in grado di accontentare i risparmiatori, è impresa tutt’altro che semplice. Gli italiani, d’altro canto, sono stati viziati, nel passato, dai Titoli di Stato: garanzia del capitale a scadenza e rendimenti, spesso a doppia cifra, sui Buoni Pluriennali del Tesoro. La situazione attuale, però, è ben diversa: un BTP decennale, esposto a forti oscillazioni come dimostra l’andamento dello spread dal 2009 ad oggi, rende lo 0,90% lordo, mentre le scadenze più brevi hanno tassi negativi.

Titoli di stato poco appetibili: cosa fare?

Uno scenario che, giocoforza, impone ai risparmiatori un cambio di strategia nell’allocazione delle proprie risorse finanziarie. Un po’ come avviene ai milioni di giocatori dei siti migliori di bingo online, quelli legalmente riconosciuti da AAMS in grado di rendere l’esperienza di gioco consapevole, sicura e divertente, che in alcuni situazioni di gioco sono costretti a rivedere la propria strategia per sfidare al meglio la fortuna. In ambito finanziario, quindi, il risparmiatore medio italiano è chiamato a sradicare le proprie antiche abitudini: anche le obbligazioni bancarie senior emesse da istituti solidi, infatti, non rendono nulla e nell’ambito delle polizze vita di Ramo I le cose non vanno certamente meglio. Il cosiddetto “free-risk”, di conseguenza, non è certamente appetibile. E non può essere l’unico ingrediente di un portafoglio titoli di un risparmiatore.

E’ indispensabile, di conseguenza, che il risparmiatore faccia proprio un concetto da sempre di fondamentale importanza in ambito finanziario: diversificare. Ed in questo, il consulente finanziario riveste un ruolo di fondamentale importanza. Oltre alla proposizione dei prodotti, esso deve educare i clienti ad un approccio diverso al mondo finanziario, riuscendo ad inculcare loro il concetto che disporre di un maggior numero di titoli, diversificati per asset allocation, duration e area geografica, consente un’ottimizzazione del rischio e maggiori chance di ottenere dei rendimenti accettabili. Il tutto, ovviamente, rispettando il rischio che un cliente è disposto ad assumersi. Che, come detto, non può essere pari a zero se si vuol cercare di rivalutare, anche minimamente, il proprio capitale investito.

Fondi comuni e trading online: le nuove mete preferite dai risparmiatori italiani

Un altro aspetto di fondamentale importanza, poi, riguarda le aspettative di rendimento. Nel contesto attuale, infatti, un’attesa di rendimento pari ad un 3/4%, ad esempio, deve essere supportata da un’accettazione del rischio, da parte dell’investitore, certamente non bassa, ma almeno media. Le opportunità sui mercati, specie azionari, esistono e vanno colte in modo consapevole, tenendo fede al già esplicato concetto di diversificazione degli asset. Negli ultimi dieci anni, molti risparmiatori, complice il mutato scenario sui titoli a “capitale garantito“, hanno veicolato le proprie somme nel mondo del risparmio gestito, ovvero i fondi comuni d’investimento. Uno strumento, quest’ultimo, che esemplifica al meglio il concetto di diversificazione, visto che in un fondo comune i titoli investiti, spesso, sono più di 100, ma che talvolta inficiano il guadagno finale a causa di commissioni salatissime.

Non è casuale, quindi, che alcuni investitori prediligano acquistare ETF, strumenti che replicano l’andamento di un determinato indice senza sopportare le spese di un fondo comune, anche se non esiste l’eventuale valore aggiunto di un gestore che sia in grado di sovraperformare l’indice, impresa quest’ultima, ad onor del vero, tutt’altro che semplice. Negli ultimi anni, però, un numero crescente di investitori sta adottando un nuovo comportamento finanziario. Ed in questo caso, la rete è assoluta protagonista: il trading online. Grazie al sorgere di numerose piattaforme, in grado di suggerire e consigliare le migliori strategie per i propri clienti, diversi risparmiatori preferiscono effettuare operazioni di compravendita sui mercati finanziari in piena autonomia. E sopportare, di conseguenza, un minor esborso di commissioni bancarie per l’acquisto dei titoli.